Scritte contro gli alpini in via San Luca, lo scontro sull’adunata sbarca per le strade della città

Nella notte sono comparsi messaggi contro la 97ª adunata nazionale degli alpini, in programma a Genova dall’8 al 10 maggio. Il caso arriva dopo la bocciatura in consiglio comunale dell’ordine del giorno della Lega a difesa delle Penne Nere, respinto dalla maggioranza. Opposizione all’attacco, il Partito Democratico replica: «No a strumentalizzazioni, sì a dialogo, sicurezza e rispetto»

Scritte contro la 97ª Adunata nazionale degli Alpini sono comparse nella notte in via San Luca, nel centro storico, a pochi giorni dall’arrivo in città dell’evento in programma dall’8 al 10 maggio. Le frasi, tracciate con vernice colorata direttamente sulla pavimentazione, riportano messaggi contro gli Alpini e contro i militari, con toni apertamente ostili alla manifestazione. In una delle scritte si legge “Remigriamo con Alpini”, in un’altra “Alpini e militari molestatori seriali”. Il gesto riaccende una tensione politica che era già esplosa martedì in consiglio comunale, quando la maggioranza ha bocciato l’ordine del giorno straordinario presentato dalla Lega e sottoscritto da tutti i gruppi di minoranza per difendere i valori e l’onore del Corpo nazionale degli Alpini in occasione dell’Adunata.

Il documento respinto in aula chiedeva alla sindaca Silvia Salis e alla giunta di ribadire pubblicamente il valore sociale e culturale dell’Adunata, respingendo ogni tentativo di strumentalizzazione ideologica, di prendere le distanze da quanto affermato sui social da Non Una Di Meno Genova, manifestando solidarietà agli Alpini, di garantire lo svolgimento dell’evento in un clima di festa e rispetto reciproco e di promuovere iniziative nelle scuole e nei centri di aggregazione per valorizzare la storia del Corpo degli Alpini e contrastare narrazioni considerate distorte e pregiudiziali.
A nome della giunta, l’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi ha espresso parere contrario all’ordine del giorno. Il testo è stato quindi posto in votazione ed è stato respinto con 20 voti contrari della maggioranza e 15 favorevoli dell’opposizione. Il voto ha aperto un nuovo fronte di polemica politica, perché le minoranze leggono il no della maggioranza come un segnale di mancata difesa degli Alpini proprio alla vigilia di una manifestazione nazionale che porterà a Genova migliaia di persone.
Dura la posizione della capogruppo regionale della Lega, Sara Foscolo, che ha espresso solidarietà alle Penne Nere e condannato quelli che definisce toni denigratori contro gli Alpini. Sara Foscolo ha attaccato le forze di sinistra sia in Comune sia in Regione, sostenendo che il mancato sostegno ai documenti presentati dal Carroccio dimostrerebbe una scelta politica precisa. «Solidarietà alle Penne Nere e condanna degli inaccettabili toni denigratori espressi da taluni collettivi di femministe genovesi contro gli Alpini», ha dichiarato Foscolo, criticando anche la sindaca Salis per non avere pronunciato, secondo la sua lettura, parole pubbliche a difesa degli Alpini dagli attacchi ricevuti.
Sulla stessa linea si è espresso il gruppo comunale di Fratelli d’Italia. La capogruppo Alessandra Bianchi, insieme ai consiglieri Nicholas Gandolfo, Francesco Maresca e Valeriano Vacalebre, ha accusato la maggioranza di avere di fatto avallato le dichiarazioni negative e offensive rivolte all’Adunata.
Il Partito Democratico, invece, respinge l’accusa di mancato rispetto verso gli Alpini e rivendica la scelta di votare contro un ordine del giorno ritenuto strumentale. Il gruppo consiliare comunale ha spiegato che la linea della maggioranza è quella di evitare contrapposizioni ideologiche e di lavorare per garantire un clima di sicurezza, partecipazione e rispetto. La posizione è stata illustrata in aula dalla consigliera Vittoria Canessa Cerchi, delegata dalla sindaca Silvia Salis alla 97ª Adunata nazionale degli Alpini.
Canessa Cerchi ha sostenuto che il compito primario dell’amministrazione sia prevenire ogni forma di molestia e garantire la sicurezza di tutti, definendo questo principio non negoziabile. Ha anche ricordato il lavoro svolto insieme all’Associazione nazionale Alpini, che avrebbe avviato un percorso di sensibilizzazione e di netta presa di distanza da episodi inaccettabili. «Il valore del Corpo degli Alpini, la loro storia di solidarietà e il loro spirito di servizio non possono essere messi in discussione da singoli episodi che l’associazione stessa ha condannato fermamente», ha dichiarato Vittoria Canessa Cerchi, sottolineando anche il confronto avviato con diverse associazioni femministe.
La consigliera delegata ha richiamato la necessità di evitare disinformazione e narrazioni distorte che rischiano di alimentare paura e tensioni. «Quando la politica smette di informare e si limita a ideologizzare, crea divisioni che non esistono. Non abbiamo bisogno di barricate, ma di responsabilità», ha affermato la consigliera delegata. Il Pd sostiene quindi il lavoro dell’amministrazione e indica come obiettivo la costruzione di ponti, non l’alimentazione dello scontro, per accompagnare un evento che rappresenta un momento importante per la città e per il suo tessuto sociale.
Le scritte comparse in via San Luca, però, rendono più difficile separare il piano della gestione dell’evento da quello dello scontro politico. Da una parte l’opposizione chiede una condanna pubblica più netta e un atto istituzionale di solidarietà agli Alpini; dall’altra la maggioranza sostiene che la priorità sia evitare di trasformare l’Adunata in un terreno di propaganda e lavorare concretamente su sicurezza, prevenzione, dialogo e rispetto delle diverse sensibilità. Nel mezzo c’è una città che si prepara a ospitare un evento di forte impatto, con migliaia di partecipanti attesi, ricadute organizzative importanti e una pressione crescente sulle istituzioni.
L’Adunata nazionale degli Alpini sarà uno degli appuntamenti più rilevanti della primavera genovese. Proprio per questo, il clima che la precede assume un peso politico e simbolico superiore al singolo episodio. Le scritte notturne in via San Luca sono un segnale di tensione che arriva dopo giorni di polemiche e che rischia di irrigidire ulteriormente le posizioni. La sfida per Palazzo Tursi (e per le forze di polizia) sarà ora tenere insieme due esigenze: garantire una manifestazione ordinata, partecipata e rispettosa, e impedire che il dibattito pubblico venga trascinato in una spirale di provocazioni, accuse reciproche e contrapposizioni identitarie.
A pochi giorni dall’arrivo delle Penne Nere, il caso non riguarda più soltanto un ordine del giorno bocciato o alcune frasi comparse sui social. Ora c’è anche il segno materiale di una contestazione lasciata sulle pietre del centro storico. E quelle scritte, comunque le si giudichi, dicono che l’Adunata è già entrata nella campagna politica cittadina prima ancora di sfilare per le strade di Genova.
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